SDS Elena Tonnini su Legge interruzione volontaria di gravidanza

Intervento del Segretario di Stato per gli Affari Interni in occasione dell'esame in seconda letteura del progetto di legge "Regolamentazione dell'interruzione volontaria di gravidanza" - seduta del Consiglio Grande e Generale del 29 agosto 2022

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L’arrivo in seconda lettura del progetto di legge che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, come ho già avuto modo di dire in passato, segna un momento epocale.

È stato fondamentale poter contare sulla celebrazione di un referendum che ha dimostrato che la Repubblica di San Marino è pronta, ha le idee chiare e, in maniera trasversale alle generazioni, ai generi, all’appartenenza politica, ideologica, religiosa, vuole che l’interruzione volontaria di gravidanza sia regolamentata.

La Segreteria di Stato per gli Affari Interni insieme alle Segreteria di Stato alla Sanità e alla Giustizia, ha fatto parte della delegazione di governo che si è occupata del progetto di legge che doveva recepire il quesito referendario. Quello che abbiamo depositato è stato un progetto di legge elaborato con la consapevolezza che la legge avrebbe dovuto funzionare, essere applicabile anche senza eventuali emendamenti da parte dell’aula consiliare. Per questo motivo, nel testo originario, era stata prevista la possibilità di convenzionamento dell’ISS con le strutture pubbliche e private interne ed esterne al territorio sammarinese; per questo erano state fissate delle tempistiche ed era stato stabilito il principio che l’accesso all’IVG fosse garantito dall’ISS.

Mi si consenta di ripercorrere brevemente l’iter e i passaggi che hanno portato a questo percorso e quindi anche alla seconda lettura.

Inizialmente con il Decreto Reggenziale del 30/09/2021 n. 170 è stato dichiarato l’accoglimento della proposta referendaria e fissata la data del 30 marzo 2022 quale termine per il Congresso di Stato per il deposito del progetto di legge. Il Pdl IVG è stato adottato da parte del Congresso con delibera n. 14 del 31/01/2022 e inviato agli Ecc.mi Capitani Reggenti per la trasmissione al Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme.

Il 25/02/2022 è pervenuto al Congresso il parere del Collegio Garante. Preso atto del parere, sono state apportate le opportune modifiche al progetto di legge e lo stesso è stato adottato con delibera del 7 marzo 2022 e depositato lo stesso giorno per l’avvio dell’iter consiliare. Questo per rispondere anche a chi dice che è stato troppo lento l’iter, in realtà il progetto di legge è stato depositato con 23 giorni di anticipo rispetto alla scadenza prevista per Legge.

Anche le tempistiche dell’iter consiliare, che sono regolamentate dall’art. 27 comma 10 del Regolamento Consiliare, dove si stabilisce come ciascuna proposta di legge va inserita all’ufficio di presidenza per l’ordine del giorno del consiglio per l’esame in prima lettura entro i 60 giorni dalla presentazione del testo, la data del deposito è avvenuta il 7 di marzo, la prima lettura il 27 aprile quindi a 51 giorni dal deposito. E successivamente per l’esame in seconda lettura entro i successivi centoventi giorni, quindi l’esame in IV commissione è avvenuto il 27 luglio e la seconda lettura il 29 di agosto quindi anche qui con un discreto anticipo rispetto alle scadenze.

Il compito della delegazione di governo non era quello di fare una legge per cambiare il paese.   Il paese è già cambiato, e il 77% di sì al referendum ne è la dimostrazione. La delegazione di governo semmai è stata chiamata a tutelare il diritto, del paese, di cambiare, nella direzione indicata dalla cittadinanza. Questo è stato lo spirito con cui il Governo ha affrontato l’importante compito di elaborazione della normativa, e cioè tra le altre anche il concetto della volontarietà e della libertà di scelta, spirito che mi auguro guidi anche il Consiglio Grande e Generale in questa fase di seconda lettura.

Il successivo lavoro di modifica che ha impegnato i gruppi consiliari nella IV Commissione permanente, ha visto ampliare il testo depositato, migliorandolo sotto diversi aspetti. Il confronto è stato molto serrato e in alcuni casi è servita una intera sessione mattutina o una intera sessione pomeridiana per giungere ad un articolo condiviso, sottoscritto da tutti i Commissari presenti. Questo aspetto, ci tengo a sottolinearlo, è veramente dirompente, credo che sia bene sottolinearlo perché non credo che sia emerso adeguatamente e deve essere invece un punto d’orgoglio per il nostro paese, anche ad esempio in paragone rispetto ad altre realtà in cui in tema dell’interruzione volontaria di gravidanza, i parlamentari hanno legiferato in maniera completamente scissa, con enormi tensioni. Pensiamo alla legge 194 in Italia: il dibattito parlamentare inizia nel 1976 e si conclude due anni dopo, con la votazione della legge appunto, in un clima di scontro che continuerà nel tempo, fino ai referendum abrogativi del 1981 entrambi bocciati dai cittadini italiani.

Il percorso sammarinese invece parte proprio dal referendum, chiarendo inequivocabilmente la volontà della cittadinanza. Il lavoro in commissione, a fine luglio, ha fatto inoltre emergere come il metodo con cui ci si approccia all’esame dell’articolato e la presentazione degli emendamenti può fare la differenza. C’è stata una prima fase di lavori che ha interessato i primi articoli in cui si è proceduto a compartimenti stagni senza una visione di insieme e questo ha inevitabilmente sottolineato gli aspetti più divisi. Ma dall’articolo 3 in poi (art. 3 riferendomi al progetto di legge originario), su quasi ogni singolo articolo si è sostanzialmente trovata la condivisione di tutti i Commissari presenti (maggioranza e opposizione) che hanno sottoscritto all’unanimità ogni emendamento e votato all’unanimità ogni emendamento, con il contestuale ritiro di tutti quegli emendamenti che continuavano ad essere divisivi. Questo è successo anche per gli emendamenti portati dal governo dopo il confronto con i gruppi, sono stati anch’essi votati all’unanimità dei presenti e il particolare riferimento all’articolo 8, 9 e 11.

Certamente è normale che vengano sottolineati gli elementi divisivi, anche nelle relazioni dei gruppi ma credo che sia bene che la nostra comunicazione non si soffermi solo su questo aspetto, non può passare sotto traccia nè essere minimizzato il fatto che i Commissari di tutti i gruppi consiliari, da un certo punto in poi, cioè dall’articolo 3 fino alla fine, fino all’articolo 21, abbiano condiviso, sottoscritto e votato visioni e contenuti su temi come l’IVG prima e dopo la dodicesima settimana, l’obiezione di coscienza, il sistema di monitoraggio, l’accesso agevolato ai metodi contraccettivi, la modifica del codice penale. Unanimità anche sul fatto che, attraverso contratti a convenzione con i professionisti, l’IVG sia assicurato alle donne che nei casi in cui dentro l’ISS siano tutti obiettori. Quindi il fatto che l’ISS debba garantire l’accesso all’IVG non è solo un principio ma trova, all’interno del testo, tutti gli strumenti per diventare realtà.

L’unico rammarico è che nella votazione finale della legge in fase di Commissione non sia corrisposto questo percorso invece ampliamente condiviso sui singoli articoli, dall’articolo 3 in poi.

Ho partecipato ai lavori insieme ai colleghi Ciavatta e Ugolini, rimanendo a disposizione per gli approfondimenti e le valutazioni necessarie e abbiamo avuto modo di apprezzare come l’atteggiamento conflittuale sia ad un certo punto stato messo da parte e sia stata portata avanti una discussione che ha arricchito il progetto di legge iniziale calandolo in un contesto di paese accogliente.

Un paese dove, finalmente, si agirà fattivamente sulla prevenzione; un paese in cui verrà messo a disposizione della popolazione, quindi non solo delle donne, un consultorio per tutte le fasce d’età e per tutte le criticità legate alla salute sessuale e riproduttiva. A questo proposito è bene sottolineare che nella norma transitoria (art. 19 comma 4) è stato altresì stabilito che nel periodo di tempo in cui l’ISS predispone tutti gli atti necessari ad organizzarsi per applicare la legge, le richieste nel frattempo di IVG vengono prese in carico dall’UOC Ostetricia e Ginecologia che demanda a struttura convenzionata esterna. Tengo a fare questa precisazione a fronte di chi magari paventava nella comunicazione anche dei media l’ipotesi di prolungare le tempistiche delle convenzioni o del consultorio. E’ importante dire invece che anche sugli emendamenti per rendere applicabile la legge fin da subito, la Commissione ha trovato alla fine l’unanimità.

Sono quindi orgogliosa del percorso fatto fino a qui e del testo scaturito in commissione, con l’auspicio che l’aula possa procedere con lo stesso spirito collaborativo trovato in commissione da un certo punto in poi.

Concludo Eccellenza, sottolineando come la regolamentazione dell’IVG non obbliga le donne ad abortire; non obbliga le donne a portare avanti una maternità che non desiderano. La legge fornisce alle donne tutti gli strumenti utili per prevenire le gravidanze indesiderate, per scegliere in maniera consapevole e per scegliere potendo contare sulla protezione da parte dello Stato, su una tutela che per decenni è irresponsabilmente mancata.

Lo Stato, con questa normativa, smette di interferire nella vita privata delle cittadine e si assume la responsabilità di accompagnarle.  Le donne quindi non sono più soggetti passivi di diritto ma diventano soggetti portatori di diritto e lo Stato, l’amministrazione, la comunità intorno a loro si organizzano affinché la maternità sia una scelta consapevole, affinché la salute sessuale e riproduttiva cessi di essere un tabù e trovi spazi di confronto e punti di riferimento.

Non possiamo cambiare il passato ma con l’approvazione di questo progetto di legge possiamo scegliere, come paese, un futuro diverso. Oggi il Consiglio Grande e Generale segna un nuovo punto di partenza e mi auguro che la cittadinanza continui nel tempo a difenderlo con la stessa forza e con la stessa passione con cui ne è stata promotrice.

 

IL SEGRETARIO DI STATO

Elena Tonnini

 

LEGGI LA LEGGE "Regolamentazione dell'interruzione volontaria di gravidanza" del 07/09/2022 n. 127

 

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