Cittadinanza e identità: al via i primi test di conoscenza storica e istituzionale
La Repubblica compie un passo decisivo nell’aggiornamento delle politiche di integrazione, dando attuazione alla riforma sulla naturalizzazione. Oggi si sono tenute le prime sessioni d’esame per accertare la consapevolezza civica dei futuri cittadini, come stabilito dalla Legge 25 febbraio 2026 n. 27. Un appuntamento che rappresenta un momento di profonda adesione ai valori fondanti della nostra terra.
Il nuovo quadro normativo ha rimosso l'obbligo di rinuncia alla cittadinanza d'origine, puntando su partecipazione e bagaglio culturale. I 153 candidati, suddivisi in tre turni, si sono misurati con quesiti che spaziano dalle origini del Santo Fondatore all’attuale assetto dei poteri dello Stato.
“La naturalizzazione è il coronamento di un percorso di appartenenza che richiede la conoscenza delle nostre radici,” ha commentato il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Andrea Belluzzi. “Eliminare l'obbligo di rinuncia è un segno di modernità; tuttavia, vogliamo che chi entra nella nostra comunità ne comprenda lo spirito e le istituzioni. Il successo di oggi testimonia un forte desiderio di integrazione reale”.
Il test, composto da 15 domande a risposta multipla, richiede almeno dieci risposte esatte. Il meccanismo assicura una preparazione solida, con possibilità di ripetere la prova in caso di esito negativo. La validità illimitata dell'attestato semplifica l'iter per i richiedenti presso gli Uffici di Stato Civile.
L'organizzazione ha funzionato senza intoppi. Mentre la Commissione Giudicatrice valuterà gli elaborati entro il prossimo mese, gli uffici guardano al futuro: restano circa sessanta pratiche in istruttoria. Sebbene la prossima sessione sia fissata per novembre, la Segreteria potrebbe anticipare i tempi in base al volume delle domande.
San Marino sceglie la strada della consapevolezza, legando la cittadinanza alla padronanza della lingua italiana e dell’ordinamento istituzionale, per formare cittadini pienamente inseriti nel tessuto sociale della Repubblica.