Intervista della Giunta di Castello di Montegiardino al Segretario di Stato Elena Tonnini

Segretario Tonnini, Lei è l’unica donna in un Congresso di Stato di soli uomini, come vive questa sua nuova esperienza umana e politica?

In realtà la vivo come un passaggio molto naturale, perché provengo da un gruppo politico in cui la presenza delle donne è sempre stata ad alti livelli fin da subito e senza necessità di quote rosa o interventi particolari. Mi rendo conto comunque che anche nelle composizioni del Congresso di Stato degli anni passati la presenza delle donne è stata sempre esigua. Credo sia importante sottolineare che a livello di settore pubblico invece i ruoli dirigenziali e di responsabilità, già da tanti anni, sono ricoperti per lo più da donne.  Personalmente credo che l’accento vada posto sulla qualità degli interventi che vengono portati in Congresso, nella consapevolezza che il ruolo di Segretario di Stato ha una scadenza a breve termine ma che gli effetti delle normative emanate durano nel tempo.

 

Vista la Legge n. 158 del 24 settembre 2020 (riforma della Legge 27 settembre 2013 n.127- Legge sulle Giunte di Castello), qual è il suo giudizio sulla nuova legge? 

Questa domanda dovrei farla io a voi! In tutta sincerità sono orgogliosa della nuova legge sulle Giunte, che è partita da una proposta depositata dalle Giunte stesse a gennaio 2020 ed è stata una delle prime riforme affrontate dalla Segreteria Affari Interni a pochi mesi dall’insediamento. Partendo quindi dalle proposte iniziali, abbiamo colto l’occasione per fare alcuni approfondimenti con i gruppi consiliari, per trovare equilibrio e condivisione in Consiglio Grande e Generale. Secondo me il testo approvato introduce importanti elementi innovativi anche in discontinuità rispetto al passato: innanzitutto l’elettorato attivo per i residenti in territorio da dieci anni e poi una serie di interventi che attribuiscono alle Giunte maggiori poteri e autonomia nella gestione del territorio.

Penso alla tutela ambientale, con la facoltà di promuovere la realizzazione di zone da attrezzare a verde pubblico e zone a parco; penso alla possibilità di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per legati ai danni ambientali (deterioramento ambiente naturale ecc); penso a tutte le attività di pianificazione e promozione anche, ad esempio, rispetto alla conservazione e al restauro delle testimonianze artistiche, architettoniche e archeologiche; penso all’autonomia di spesa su una serie di interventi che in passato erano soggetti ad iter ormai anacronistici.

Si è inoltre lavorato per inserire interventi che favoriscano la partecipazione dei cittadini alle Giunte prevedendo, oltre ai permessi straordinari non retribuiti, anche permessi retribuiti e indennità per incoraggiare la partecipazione dei dipendenti del settore privato e autonomo, oltre che di quelli pubblici. L’auspicio naturalmente è che questo lavoro di equiparazione metta in condizione ogni cittadino desideroso di cimentarsi nell’esperienza di rappresentante di Giunta, di farlo a prescindere dalla professione che esercita, conciliandola con l’impegno istituzionale che, se portato avanti con costanza, richiede tantissimo tempo proprio perché le Giunte sono il contatto tra la popolazione e le Istituzioni centrali.

 

La Legge e la sottoscrizione della Carta Europea dell’Autonomia Locale, ratificata dal Consiglio Grande e Generale il 23 ottobre 2013, evidenziano, ancora una volta il fondamentale ruolo e l’attività delle Giunte di Castello in ambito istituzionale, sociale e amministrativo del Paese. Lei ritiene auspicabile trasferire alle Giunte la possibilità di poter veramente decidere sulla pianificazione degli interventi sul territorio, sul decoro urbano, sulla salvaguardia del patrimonio culturale del Castello?

Alle Giunte è sempre stato riconosciuto, sulla carta, un ruolo legato alla pianificazione che però si traduceva nell’elaborazione di un elenco indistinto delle cose da fare. Con la riforma del 2020 si è istituito un iter più specifico che prevede scadenze determinate. Ogni anno entro il 15 di giugno i Capitani devono inviare l’elenco dei lavori pubblici che intendono proporre per l’anno successivo, suddiviso per tipologie e priorità. L’organizzazione di un incontro annuale, nel mese di settembre, tra i Capitani di Castello e le Segreterie di Stato Affari Interni, Territorio, Finanze insieme ai Direttori delle Aziende Autonome di Stato consente poi di definire un calendario dei lavori pubblici previsti per l’anno seguente. Chi meglio delle Giunte è in grado di identificare le priorità per il Castello?

Questo iter aiuta quindi le Istituzioni a focalizzarsi e a mettere a punto una pianificazione efficace, che non sia solo una dichiarazione di intenti. La riforma del 2020 ha dato inoltre più strumenti per la gestione dei lavori di piccola manutenzione, che possono essere svolti autonomamente dalla Giunta accedendo alle liste dei lavori socialmente utili. Non a casa le Segreteria Interni e Lavoro hanno elaborato il  “Regolamento per le attività socialmente utili” (n. 8/2020)" che definisce le tipologie di attività tra cui rientrano, ad esempio, compiti di piccola manutenzione del verde e degli spazi pubblici e degli edifici, impianti ed attrezzature pubblici e attività di salvaguardia contro l’inquinamento e il degrado ambientale.

In generale rispetto alla pianificazione, la nuova legge ha stabilito dei passaggi cruciali: il primo riguarda il fatto che la Giunta debba essere informata rispetto ai progetti che riguardano il Castello e possa esprimere un parere vincolante; il secondo riguarda invece il parere non vincolante che può essere espresso su progetti di carattere strategico per l’intera Repubblica, che hanno impatti ambientali, normativi, economici, occupazionali, logistici che superano i confini del Castello. In tal caso, si tratta di interventi che, in virtù della loro portata, comportano una deliberazione da parte del Congresso o del Consiglio.
Il coinvolgimento delle Giunte è senza dubbio un elemento innovativo, non è un passaggio che deve essere dato per scontato.

 

Le problematiche legate alla viabilità e alla sicurezza delle strade caricano le Giunte di responsabilità non condivise. C’è pertanto l’esigenza pressante di una razionalizzazione in chiave di maggiore organicità delle competenze. Un esempio: il problema di messa in sicurezza, che si trascina da anni, del tratto di strada che collega la scuola alla Piazza di Montegiardino. Vari sono stati gli incidenti, ci chiediamo: quanto ancora deve accadere per avere attenzione?

Essendo il marciapiede una delle opere che la Giunta ha segnalato quale prioritaria, l’intervento è stato coerentemente portato avanti dagli organismi competenti: la variante al piano particolareggiato Scuola di Montegiardino e parcheggio è stata approvata dal Comitato Tecnico Scientifico ed è approdata in Commissione Politiche Territoriali qualche settimana fa. Da un lato si vede quindi che l’iter stabilito con la legge 2020, di cui abbiamo parlato poco fa, ha un’efficacia immediata che consente di risolvere una volta per tutte problematiche annose. Naturalmente la norma ha senso ed efficacia quando il dialogo tra le Segreterie di Stato competenti e le Giunte è reale e basato sui contenuti.

La legge 158/2020 inoltre attribuisce alle Giunte il potere di formulare proposte e deliberazioni in materia di viabilità e dà l’opportunità di partecipare al Gruppo di lavoro per la sicurezza stradale insieme ai tecnici della l‘Amministrazione e ai Corpi di Polizia.  Anche in quest’ambito, quindi, è stato riconosciuto un certo grado di autonomia che è funzionale alla Giunta per essere agire in maniera tempestiva, semplificando gli iter burocratici.

 

La pandemia che ha colpito negli ultimi anni l'intero pianeta ha segnato in modo profondo anche la Repubblica di San Marino, generando in molti casi un sentimento di scoramento tra i cittadini ed incrinando talvolta il rapporto con le istituzioni. Non pensa che le Giunte di Castello abbiano un ruolo fondamentale nel riannodare quei legami che negli ultimi tempi sono andati deteriorandosi?

Assolutamente sì. Proprio nel periodo dell’emergenza sanitaria ho avuto modo di apprezzare l’impegno e la collaborazione delle Giunte nella gestione della pandemia, che ci ha obbligato da subito ad affrontare moltissimi temi: la circolazione delle informazioni, il supporto della popolazione durante il lockdown e nella campagna vaccinale, la gestione dei mercati, le farmacie, ma anche il supporto nell’organizzazione delle elezioni nelle Giunte e in quella referendaria. Un’operazione come la raccolta del voto a domicilio per le persone in quarantena e isolate ha richiesto un lavoro di squadra che non deve essere dato per scontato, perché ha consentito l’espressione del diritto di voto in una fase molto critica.

Ricordo gli ultimi due anni come estremamente faticosi, specialmente per la Segreteria che rappresento e in cui, specialmente in tema di covid, confluiscono le tematiche afferenti a tutte le altre Segreterie. Come Paese sapevamo di dovercela fare da soli attivandoci in ogni modo per difendere l’unicità dei sistemi fragili: il fatto di avere un unico ospedale e di essere consci di non poter mandare pazienti in Italia; il fatto di dover identificare, anche a livello di Settore Pubblico, i settori più sensibile affinché i servizi non venissero mai a mancare nonostante il contagio non risparmiasse nessuno.  Quindi oltre all’ISS i Corpi di Polizia, la Protezione Civile e tutti gli uffici che hanno consentito una continuità istituzionale e operativa. In questo senso l’aiuto dei volontari e delle Milizie è stato fondamentale per dare respiro ai Corpi nei casi di mancanza di personale e per alleggerirli delle funzioni più ordinarie. Sono stati introdotti anche strumenti nuovi come il TTR, ovvero la Cassa Integrazione per i dipendenti pubblici e nonostante tutto si è cercato in quella fase di mantenere elementi di equità, cercando di dare alle famiglie gli strumenti per affrontare l’emergenza, i congedi parentali, il lavoro agile, la tutela della maternità.

Sono stati anni duri ma anche molto formativi, in cui ho visto una comunità fare squadra per affrontare insieme l’emergenza, anche perché nessuno aveva un’esperienza pregressa su come gestire una pandemia, su come fermare un paese intero a tutela della popolazione. Ognuno ha fatto la propria parte e contribuito come poteva, e questo ha fatto la differenza.


 

Intervista pubblicata sul giornalino della Giunta di Castello di Montegiardino “Il grande olmo” di marzo 2022

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