Approvato all'unanimità il Codice di Condotta per i Consiglieri

Approvato all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza, il 21 marzo 2022, il Codice per i Consiglieri si applicherà dal primo luglio e sarà contestuale al codice di Condotta dei membri del Congresso di Stato. Tiene conto delle raccomandazioni formulate dal Greco e prevede innanzitutto che il mandato dei consiglieri sia ispirato a principi di onestà, integrità e trasparenza, salvaguardando il decoro della carica rivestita. Nel testo si ricorda l'eventuale applicazione delle norme penali vigenti nel caso di comportamenti scorretti. Tra i doveri dei parlamentari c'è quello di non agire o votare nell'interesse personale o di terze parti ed evitare situazioni che possano condizionare l'esercizio indipendente delle proprie funzioni. Ampio spazio poi alla definizione di “conflitto di interessi” per un consigliere, nel caso in cui abbia un interesse personale e diretto che lo influenzi. Non sussiste se ne trae vantaggio in qualità di cittadino o di membro di un'ampia categoria di persone.

Nel caso in cui insorga deve adoperarsi per rimuoverlo e se impossibilitato deve astenersi da votazioni e discussioni attinenti. Inoltre, per garantire la massima trasparenza, i consiglieri devono trasmettere la propria dichiarazione dei redditi, oltre alla dichiarazione Dapef (dichiarazione delle attività patrimoniali, finanziarie e quote societarie possedute all’estero) e i dati registrati nell'archivio della Centrale dei Rischi su un'eventuale esposizione debitoria. Obbligatorio dichiarare annualmente anche cariche sociali, azioni o quote in società residenti e qualsiasi sostegno o interesse finanziario che si percepisca. Il tutto viene pubblicato sul sito internet del Consiglio. Per quanto riguarda doni o benefici analoghi, i parlamentari sono invitati a rifiutarli, salvo che si tratti di regali per consuetudini di cortesia istituzionale di valore inferiore ai 100 euro. Se questo limite viene superato, i doni vengono acquisiti dal patrimonio dello Stato. Il consigliere è tenuto a non abusare delle informazioni ricevute durante il suo incarico e delle risorse pubbliche. Infine viene istituito un Comitato consultivo, che delibera a maggioranza, a cui è possibile rivolgersi per l'interpretazione e l'attuazione del codice di Condotta. Ma se il parlamentare non si conforma al parere del Comitato, può presentare le proprie motivazioni.

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È stato un lavoro impegnativo – rimarca il Segretario agli Interni – che ha visto tutti i gruppi consiliari collaborare su un tema delicato, che ha richiesto capacità di mediazione, per recepire entro il 31 marzo le raccomandazioni del Greco, il Gruppo di Stati contro la corruzione, a cui San Marino aderisce da molti anni. Vengono quindi messi nero su bianco principi morali di riferimento, che diventano modello di condotta: dai doveri del Consigliere al conflitto d'interessi, passando per la pubblicazione annuale della dichiarazione dei redditi.

L'Aula approva all'unanimità, e dice sì anche ad un ordine del giorno di maggioranza ed opposizione che dà mandato al Governo di elaborare un modello di condotta anche per i membri del Congresso, in linea con i principi del codice dei consiglieri, da applicare contestualmente.

 

Fonte: SMTV

 

LEGGI IL TESTO DEL CODICE DI CONDOTTA https://www.consigliograndeegenerale.sm/on-line/home/lavori-consiliari/dettagli-delle-convocazioni/documento17131269.html

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